Close
Type at least 1 character to search
Back to top

La parola consapevolezza abita i discorsi pubblici, i percorsi educativi, le campagne di sensibilizzazione. Eppure, il suo significato profondo non coincide con il semplice conoscere un fenomeno. La consapevolezza richiede tempo, attenzione e la radicale disponibilità a mettersi in gioco, scardinando ciò che appare “normale”.

Questo progetto nasce da un percorso dedicato al contrasto delle discriminazioni e della violenza di genere. La board che vi invitiamo a esplorare non è stata pensata come una sequenza lineare di contenuti, ma come una mappa mentale di relazioni che si sviluppa a partire dalla Piramide della Violenza. Ogni nodo rimanda a un altro, rifiutando spiegazioni univoche per restituire, invece, la complessità di un fenomeno che non può essere compreso da un solo punto di vista.

Guardare queste connessioni significa comprendere che le discriminazioni e la violenza di genere non sono un fatto privato, ma una questione pubblica: una responsabilità collettiva che ci riguarda da vicino. La violenza trova infatti terreno fertile in ciò che viene quotidianamente normalizzato: nelle parole ripetute senza riflettere, nelle aspettative imposte ai generi, nelle relazioni costruite sul controllo anziché sul rispetto, e in quelle rappresentazioni che riducono le persone a oggetti o a ruoli prestabiliti. In questo senso, la consapevolezza ci riguarda tutti e tutte. Significa riconoscere che ogni battuta sessista, ogni forma di controllo giustificata come amore, ogni episodio di catcalling o di umiliazione contribuisce a creare il clima in cui la violenza può crescere.

Gino Cecchettin e la sua famiglia hanno saputo trasformare il dolore in un potente strumento di consapevolezza collettiva. Hanno scelto di esporsi, permettendo a Giulia e al suo sorriso di entrare nelle nostre vite e ricordandoci il valore più autentico delle emozioni e della vita. Oggi Giulia continua a vivere in ogni persona che ha trovato il coraggio di cambiare strada, di dire “no”, e in chi, ogni giorno, sceglie di opporsi a ogni forma di discriminazione e di violenza. Durante il nostro incontro, Gino Cecchettin ha scelto di parlarci di sogni, ricordandoci che la prima e vera forma di libertà che possediamo è proprio quella di poter immaginare il nostro futuro. È un invito potente a spostare lo sguardo e un’occasione per interrogarci su quale vita e società desideriamo costruire.

La mappa che abbiamo deciso di condividere è un invito a osservare i legami apparentemente “invisibili” e a ricordarci che la consapevolezza non coincide mai con un punto di arrivo. È, piuttosto, un esercizio quotidiano – a volte difficile – di riflessione critica e di messa in discussione, un percorso fatto di scelte, linguaggi, relazioni e gesti che riguardano profondamente ciascuno e ciascuna di noi.

Classi Quinte I.I.S. FABIO BESTA

Prof.ssa Eva Basso

CONSAPEVOLEZZA

[2026]

TI DO LA MIA PAROLA… CONSAPEVOLEZZA

[Awareness]