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Michela Rizzo

Quando ho aperto la galleria nel 2004, se vogliamo in modo poco usuale e anche rocambolesco, provenendo da un ambiente molto diverso, sapevo che avrei imparato il “mestiere” strada facendo.
Gli inizi sono stati incerti e, ammetto, un po’ confusi. Ma non per questo poco interessanti. Perché comunque c’era una spinta autentica a conoscere, a scoprire, ad apprendere e a esperire. Una spinta ingenuamente svincolata dai meccanismi e dalle dinamiche del sistema dell’arte che se da un lato guida e suggerisce dall’altro condiziona e controlla.

Fin dagli inizi, come ancora oggi, sono stata perseguitata da una domanda inutile e sciocca ma, evidentemente, per i più fondamentale: che linea segue la galleria? Domanda che mi ha sempre messo all’angolo. Un angolo da cui sgusciavo per riprendere a fare quello che mi andava. Strada facendo ho imparato, ho limato, ho affinato lo sguardo. Ma ildefinire una linea non l’ho preso in considerazione.

Piuttosto, c’è una parola che ritengo importante per chi fa la mia professione e che può caratterizzare un percorso ed è VISIONE.

Lawrence Carroll, nel 2005, fu il primo a suggerirmi di considerare questo termine per costruire un cammino virtuoso.
La visione ha a che fare con lo sguardo, la linea con il gusto.
La visione è libertà; la linea una prigione. La prima apre gli orizzonti, la seconda chiude i confini.

Visione viene definita nel vocabolario con “Acutezza Visiva”. Capacità di vedere.

L’acutezza visiva e la capacità di vedere permettono di muoversi liberamente in diverse direzioni, di confrontarsi con punti di vista differenti senza smarrirsi, senza perdere l’orientamento. Inseguire una visione consente di allontanarsi, di cambiare, di rovesciare, per poi accorgersi che si può tornare al punto di partenza senza disconoscersi. Sempre tu, solo cresciuto/a.

Certo un viaggio pieno di insidie, poco confortevole, con continui ostacoli da superare, bivii, incroci, decisioni, scelte, domande sempre nuove.
Un viaggio impervio che, forse, non ti conduce direttamente all’obiettivo, anzi a volte ti allontana dal risultato, ma l’unico che, dal mio punto, di vista valga la pena intraprendere.

Michela Rizzo

[Galleria Michela Rizzo]

Etc. - Fabio Mauri [2009]

TI DO LA MIA PAROLA… VISIONE

[Vision - 2020]