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Volto della Parola

Ho avuto la possibilità di partecipare a un progetto che mi ha permesso di mettere in pratica i miei linguaggi tecnici ed espressivi, lavorando con Amir (Tunsi le vrai), uno dei cantanti del Laboratorio Rap di Civico.

È stato interessante raccogliere i pensieri emersi dalle conversazioni con Amir e trascriverli sotto forma di disegni, trovando sempre nuovi modi per parlarne e approfondire la sua persona attraverso l’ascolto di altri brani. Così, ho potuto dare un volto alle parole di una canzone, scoprendo che dietro di esse c’è una persona, con il suo vissuto e il suo impegno.

Volto e Maschera

Il termine prósōpon, in greco antico, indicava sia il volto che la maschera teatrale, ma anche il “personaggio” che quella maschera rappresentava. Da qui nasce il nostro concetto moderno di “persona”. È interessante riflettere su come, fin dall’antichità, l’identità sia stata qualcosa di duplice: un intreccio tra ciò che si è e ciò che si mostra.

Questo video nasce da una riflessione su quella sottile, e a volte lacerante, distanza tra l’identità intima e quella pubblica. In una società che ci mette costantemente alla prova con aspettative, pressioni, giudizi e indifferenza, riuscire a rimanere fedeli a sé stessi è tutt’altro che semplice. La maschera diventa, allora, un tentativo: cercare una forma che riesca a contenere ciò che sentiamo dentro.”

DENTRO IL VOLTO

Nel momento in cui ho iniziato a lavorare con Amir, ascoltare le sue parole è diventato un punto di partenza per capire come trasformare un racconto personale in immagine. I disegni che ho realizzato non si limitano a “illustrare” un testo, ma vogliono restituire un volto, una presenza. Non tanto come un ritratto realistico, ma come una superficie espressiva, uno spazio dove si concentrano emozioni, memoria e tensione. Trovo che, allo stesso modo, lo sguardo diretto e prolungato di una persona possa diventare una “superficie” in cui traspaiono personalità e inclinazioni.

Chi siamo davvero? E come scegliamo di apparire? Il volto non è solo la faccia: è quello che mostriamo, quello che proteggiamo, quello che lasciamo intravedere.

Quindi non è solo pelle e occhi – è ogni forma che prendiamo per stare al mondo.

Attraversare il linguaggio universale della musica per arrivare alle arti visive riflettendo sul potere delle parole, sull’identità, sui cliché culturali e su come decostruirli.

È questo l’obiettivo del progetto “Ti do la mia parola” nato dall’incontro tra CivicoZero Onlus, il corso di Semiotica dell’Arte dell’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova e l’Associazione Isole: uno dialogo interdisciplinare tra gli studenti e le studentesse dell’Accademia, giovani italiani e minori stranieri non accompagnati che frequentano il centro diurno, promuovendo la conoscenza reciproca, la comprensione interculturale e lo sviluppo di una visione critica e consapevole della produzione culturale.

Dopo una fase iniziale di conoscenza e scambio, i partecipanti si sono confrontati sui testi delle canzoni del Laboratorio Rap di CivicoZero per realizzare dei contenuti audio-video, decostruendo stereotipi e valorizzando i punti di vista di ciascuno. Il laboratorio, attivo dal 2016, rappresenta una finestra espressiva per i ragazzi e le ragazze del centro, un luogo di parola libera che accoglie e raccoglie le loro paure, speranze, storie, prospettive. I video sono stati presentati durante la quarta edizione del Festival delle Culture (San Lorenzo, Roma – Luglio 2025).

Ginevra Ricco + tlv (Tunsi le vrai)

[CivicoZero Onlus + Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova + Associazione Isole ]

WORK

Volto

TI DO LA MIA PAROLA… VOLTO

[Face - 2025]